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Città Metropolitana, i giri di valzer di Daniele Manca


manca danieleTra il serio e il faceto, tra la tragedia e la farsa l’intervista rilasciata da Daniele Manca, sindaco di Imola, al Corriere di Bologna. Toni minacciosi, l’avvertimento di “far saltare” la Città Metropolitana, perché così proprio non va. Com’è che a Imola la Città Metropolitana boccia l’edificazione di via Roncaglie al Piratello e poi approva il centro della scienza di Casalecchio? Ma cosa sta accadendo? Vuoi vedere che è tutto un complotto?

Perché a Daniele Manca, già messo alla porta dal PD in occasione delle regionali (il sindaco di Imola ambiva alla poltrona di Bonaccini) ora pure Virginio Merola vorrebbe fargli le scarpe. E cosa ci sia sotto è dura da capire. Con Merola che tenta di accaparrarsi, in vista delle elezioni, tutti i voti possibili, pure quelli degli ambientalisti e fa quadrato con Isabella Conti, il sindaco anti-Colata di San Lazzaro e lascia così in un angolo Daniele Manca. Ma Merola sa che non può isolare a lungo il primo cittadino imolese visto che il Consorzio Ami, dopo le elezioni, dovrà comprare una fetta di azioni di Hera quando a Bologna servirà fare un pochino di cassa. Equilibri da tenere in piedi in un ente come la Città Metropolitana i cui rappresentanti non sono più eletti dai cittadini, dove i giochi li fanno e li disfano gli stessi sindaci, dove l’imparzialità è un pallido ricordo. Quanto ci manca Beatrice Draghetti.

E allora piovono le minacce da parte di Manca: tutto uno show prima di tornare sui suoi passi? Intanto, quello che leggiamo ha dell’incredibile. “Imola se ne va se continua così”. Ma come, Manca? Adesso Imola e Circondario sono legittimati a uscire dalla Città Metropolitana? Ma non eri tu quello che diceva che la Città Metropolitana è una grande opportunità? Che questo ente non può essere messo in discussione?
Agli imolesi pare giusto un attimo di ricordare che proprio tu, Manca, hai negato un referendum consultivo sull’ingresso nella Città Metropolitana. Hai convocato perfino la commissione per decidere sull’ammissibilità quando la consultazione avresti potuto concederla tu, d’ufficio.
All’epoca, però, Manca e Merola formavano un asse indissolubile, erano a braccetto, pronti a spartirsi le poltrone da sindaco e vicesindaco della Città Metropolitana. E allora, niente referendum. Ah quanto ti sarebbe servito oggi quel referendum per dare credito a quegli avvertimenti che oggi tu, Manca, stai lanciando a Bologna ma che sono destinati a cadere nel vuoto. Perché non hai una legittimazione popolare e perché, per come stanno le cose, quelle minacce suscitano solo tenera ilarità. “Se le cose continuano così quest’area di 130mila abitanti potrebbe guardare a Ravenna per esempio”. Da non credere. A che gioco giochiamo? Te lo dicevano i cittadini pochi mesi fa, quando ti chiedevano la consultazione popolare. Questi sembrano quasi giochetti da bimbi dell’asilo. Non mi fai edificare via Roncaglie? Allora non gioco più. Ce l’hai un programma, un’idea di Città, di territorio? No. Non è proprio così che funziona quando si deve guardare al bene comune.

Oggi il Partito Democratico a Imola sta comunicando solo una grandissima confusione ai cittadini. I programmi, castelli di carta nati su promesse elettorali, si stanno sfaldando sotto il peso del pressapochismo. Le certezze intorno alla Città Metropolitana si stanno dissolvendo all’ombra dell’incoerenza. E noi cittadini restiamo a guardare, tra discariche da ampliare, aree da edificare, puzzle da completare. Aspettando che qualcuno si dia una mossa.

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