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Governare dopo 70 anni di sinistra: l’esperienza di Sant’Agata Bolognese



Giuseppe Vicinelli, sindaco di Sant’Agata Bolognese si racconta in questa intervista: “Siamo la prima forza di alternativa dopo 69 anni di governo di sinistra”

Cosa significa essere sindaco di alternativa in un Comune governato dalla sinistra per 69 anni?

Indubbiamente è una grandissima soddisfazione visto che a Sant’Agata abbiamo vinto nel turno in cui il centrosinistra ha avuto il massimo consenso in altre zone, vedi Molinella o Sassuolo. Un risultato in controtendenza che abbiamo conseguito per essere riusciti a compattare, in un’unica lista civica, tutti i gruppi alternativi alla sinistra.

 

I cittadini però sapevano e sanno che lei è sempre appartenuto a Forza Italia…

Certamente. Sono stato 10 anni consigliere provinciale di Forza Italia e alla mia prima presentazione pubblica ho chiarito subito le mie ‘origini’ politiche per evitare polemiche future. Il fatto che la nostra lista sia riuscita a vincere le elezioni dimostra in ogni caso che quando c’è un progetto credibile, la gente non guarda più ai partiti o alle ideologie, ma alle persone. Adesso ci sono alcuni cittadini che talvolta mi dicono: “non vi abbiamo mai votato perché si stava bene, ma adesso vediamo che con voi si sta anche meglio”. Avere la possibilità di governare serve a far cadere dei tabù, il ‘mito’ di una sinistra infallibile.

 

Come avete fatto a riunire insieme tutti i gruppi alternativi, in particolare come avete convinto il Movimento 5 stelle a unirvi a voi?

Ho seduto cinque anni in Consiglio insieme a un altro ragazzo che poi si è avvicinato al Movimento 5stelle. Un giovane che però non ha mai pensato di creare un progetto alternativo a quello della nostra lista civica. L’idea è sempre stata quella di un progetto unitario, mettendo da parte i personalismi per raggiungere l’obiettivo comune.

 

Cosa ha “ereditato” la sua amministrazione da questa sinistra?

Intanto abbiamo ereditato 5milioni 600mila euro di debiti da pagare, in tutto 52 mutui da estinguere in un Comune di 7300 abitanti. E poi la grandissima criticità di essere soci di una serie di partecipate che non servivano a nulla e dalla quale stiamo gradualmente tentando di uscire.

 

In che modo avete fatto intendere che siete diversi da chi vi ha preceduto?

Siamo stati, per esempio, l’unico Comune della Città Metropolitana di Bologna ad aver votato contro il bilancio di Acer, l’Azienda casa Emilia Romagna che ha in gestione le case popolari. Stiamo studiando di togliere, entro un paio di anni, la gestione degli immobili Erp ad Acer, visto che non è una gestione efficiente ed economica per noi. Troppo lunghi i tempi di attesa tra una ristrutturazione e l’altra e troppo gravosi i costi.

 

E poi?

Abbiamo eliminato immediatamente l’odiosa tassa sui loculi cimiteriali, una sorta di “Imu” di 42 euro per ogni loculo per pagare la manutenzione ordinaria. Una scelta fatta dalle precedenti amministrazioni che avevano delegato a una società partecipata la manutenzione dei cimiteri, società dalla quale, peraltro, usciremo a breve. Già quest’anno i cittadini non hanno ricevuto il bollettino di pagamento. Copriremo i costi di manutenzione attraverso la fiscalità generale, una operazione possibile e soprattutto doverosa per non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.

 

Quali sono le criticità cui avete messo mano nell’ultimo periodo?

Un altro tema importante sono i costi di gestione rifiuti. La società Geovest ha messo in atto la raccolta porta a porta ma, nonostante si faccia la differenziata, la tassa è aumentata del 18%. Se i conferimenti in discarica diminuiscono, bisognerebbe risparmiare. Stiamo tentando di correggere questo meccanismo.

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