Vai a…

Zefiro online

opinioni da Ponente

RSS Feed

Colonia e l’inaudito: il tema irrisolto della misoginia



fonte: Mangino Brioches

Siccome in questo blog ci piacciono le patate bollenti, quella di oggi sono i fatti di Colonia: l’aggressione sessuale indiscriminata, di massa, che nella notte di Capodanno ha colpito le donne, tutte le donne che si trovavano lì, nella zona della stazione, a opera di una non meglio definita torma di giovani uomini definiti “arabi o nordafricani”. Novanta denunce (sembra destinate ad aumentare, e sembra inoltre che una cosa del genere sia accaduta pure ad Amburgo), indagini serrate ma non è chiaro su chi e cosa, visto che di quel migliaio e passa di uomini si sa molto poco. Rifugiati? Immigrati regolari? Immigrati irregolari (posto che in Germania ce ne siano)? Comparse?

La prima cosa che m’è venuta in mente è stata lamodalità del tutto inconsueta con cui questa notizia è affiorata – non più tardi di 24 ore fa – fino a campeggiare ovunque (come senz’altro merita). Viene però da chiedersi come sia possibile che, nel mondo simultaneo in cui viviamo, dove ogni cosa è condivisa pressoché al suo accadere, questa notizia ci abbia messo ben cinque (cinque) giorni a farsi strada nelle home page e sui social. Perché sia tuttora così poco chiara nei particolari, e di fatto – nelle migliaia di ripetizioni e ri-confezionamenti – piuttosto monolitica, con un corpus narrativo sempre uguale e quasi privo di dettagli aggiuntivi, come di solito avviene nella natura “a cascata” dell’informazione. Una notizia che non si muove affatto come di solito si muovono le notizie (tanto che c’è persino chi sospetta  teatrini e montature anti-Merkel, sceneggiate che smantellino lapietas dell’accoglienza).
Nulla di questo, ovviamente, toglie un’oncia allostupore traumatico, al franco orrore che uno scenario simile suscita.

La seconda cosa che ho pensato – al netto dei clamori del solito coro tragico degli xenofobi e razzisti – è stata: finalmente, ora si dovrà affrontare quel cavolo di nodotaciuto, dribblato, ignorato finora persino dalle migliori menti della mia generazione: la sostanzialemisoginia che – sostenuta da sistemi religiosi (non solo, non necessariamente islamici) fondati sulla coercizione e da sistemi politici fondati sulla tirannia e da sistemi educativi fondati sulla repressione sessuale – informa interi Paesi, intere culture.
Sì, anche molti dei Paesi dei rifugiati, le cui donne sono due volte vittime: nello spazio privato e nello spazio pubblico.

E da donna, da donna pensante, da donna pensante occidentale che i veli se li è dovuta levare poco alla volta, in decenni e forse secoli, io non posso tacere che, se c’è una questione, come dire, verticale, che riguarda popoli, Paesi, guerre e dittature, migrazioni e frontiere, ce n’è un’altra, ahinoi, orizzontale, che riguarda la condizione femminile trasversalmente e forse globalmente.
E questa questione incrocia, in tremenda rotta di collisione, tutti i nostri discorsi sull’integrazione e l’accoglienza, sulla mescolanza e il rispetto.

La scena che sembra emergere dai fatti di Colonia – gliinauditi fatti di Colonia, e sono particolarmente contenta di poter piazzare con pienezza quell’ “inauditi”, nell’Europa che pure ha bruciato le sue streghe e hadiscriminato le sue donne, nell’Europa della crisi dove pure le teste delle donne sono le prime a cadere, i diritti delle donne i primi a essere messi tra parentesi (ma toccherà a tutti, tranquilli, è solo questione di tempo), nell’Europa e nell’Occidente che pure fonda intere industrie di pornografia e sfruttamento sul corpo delle donne – ricorda la scena, le scene descritte nel recentissimo libro di Mona Eltahawy “Perché ci odiano”, breve trattato sulla misoginia che copre, col suo velo nerissimo, intere aree del nostro mondo. Ilpalpeggiamento di massa, la riduzione della donna a corpo di soddisfazione collettiva e indiscriminata, a oggetto d’istinto predatorio primario, a prescindere dal suo aspetto, dalla sua età, dalla sua condizione: una cosa che le donne di altre zone del mondo – ci racconta con dovizia di dettagli la Eltahawy – conoscono bene, e fin dalla più tenera infanzia. Secondo un principio di possesso e di predazione autorizzato talora persino dalle leggi, e comunque di fatto vigente in ogni ambito della vita, a cominciare dalle relazioni più intime e familiari. Un principio mai messo in discussione, persino nei Paesi in cui le donne sono scese in piazza al fianco degli uomini per rovesciare regimi e tiranni: il loro privato regime, i loro privati tiranni sono ancora tutti lì.

E non è questione di velo o non velo, anche se la motivazione prima del velo, vi ricordo, è sempre la legge di “modestia” inflitta alle donne, e la necessità che non “turbino” l’autocontrollo maschile, che, si sa, malgrado siano loro il sesso forte, è assai debole…

Infine, una vicenda come quella di Colonia e Amburgo – speriamo col passare delle ore più dettagliata e chiara in tutti i suoi aspetti – merita una franca, anzi spietata riflessione, perché tocca quel nodo dolente e crucialedei diritti femminili e dei diritti umani (questioni pressoché indistinguibili in molte parti del mondo), e non possiamo consentire che, in nome di un imbecille e omertoso “relativismo culturale”, o in nome di un’opposizione purchessia agli scemi xenofobi (cosa sempre buona e giusta), lo si passi sotto silenzio. In troppi e troppe stanno tacendo, in queste ore, sia pure – taluni e talune – per il nobile scopo di non nuocere alla causa dei disperati che bussano alle nostre porte.

Ma io sono furiosa, come donna, come cittadina del pianeta, come attivista dei diritti umani. Sono stanca di collezionare donne lapidate, decapitate, stuprate e impiccate. Donne violate in tutte le forme possibili. Donne zittite, cancellate a partire dal volto, dai capelli, dagli abiti.
Non si fanno rivoluzioni e non si fanno accoglienze, senza risolvere la questione delle donne. E nessuna donna può stare in silenzio, da qualunque parte stia, in qualunque dei nostri mondi abbia la sorte di vivere.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Tags: , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

About Redazione