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Identità nazionale: la Destra riparta da un principio imprescindibile


di Alessandro Sangiorgi

Ultimamente in molti mi stanno chiedendo da dove la Destra debba ripartire. Vorrei, però, non soffermarmi sul dato politico-elettorale bensì su quello “culturale”. La Destra culturalmente dovrebbe ripartire dal riaffermare un principio imprescindibile, quello dell’Identità Nazionale.

La prenderò un po’ alla larga. Sono rimasto molto colpito dal fatto che il sultano del Brunei abbia di recente “messo al bando la celebrazione della nascita di Gesù, pena la reclusione per cinque anni, per non turbare la fede dei musulmani. Se pensiamo, invece, a ciò che succede in Italia, vedremmo un rovesciamento della medaglia: in “casa nostra” siamo disposti a rinunciare all’esibizione nelle scuole del Presepe, all’esibizione nelle scuole del crocefisso e così via. Il tutto in nome della libertà religiosa ma anche di una finta tolleranza verso gli “altri” e di un finto buonismo che pervade le azioni dei più. Tra l’altro, in materia di esposizione del crocefisso, è appena il caso di ricordare a certi fini giuristi che –  a detta di un orientamento della giurisprudenza amministrativa (TAR VENETO n.1110/05 e Consiglio Stato sez. III n.556/06) – “il crocefisso deve essere considerato come simbolo storico-culturale non riconducibile esclusivamente alla religione cattolica, bensì di buona parte delle confessioni religiose presenti in Italia”.

Ecco, la Destra dovrebbe ripartire da questo punto fermo, riaffermando con forza la propria Identità Nazionale, rifiutando la finta tolleranza, il finto buonismo e – soprattutto – l’omogeneizzazione culturale. Un popolo, in fin dei conti, non è solo l’insieme dei cittadini residenti in un determinato territorio ma soprattutto l’insieme di usi, costumi, tradizioni tramandatisi di padre in figlio, che ne caratterizzano l’Identità per l’appunto. Arrivare a sostenere e difendere queste posizioni vuol significare aver raggiunto un certo grado di consapevolezza, fissando un limite che nessuno dovrebbe aver l’ardire di oltrepassare. Per dirla brevemente, di qui non si passa.

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