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La Svezia blocca i confini ed espelle gli “invitati non invitati“


fonte: Destra.it

La Svezia chiude le porte ed inizia ad espellere gli “ospiti” indesiderati.  Una rottura  traumatica nella storia recente del regno scandinavo (noto per la sua liberalità e accoglienza), ma indispensabile:  a causa di politiche errate, la Svezia ha oggi il più alto numero di rifugiati pro capite in Europa; nel 2015 il flusso ha raggiunto ritmi giudicati insostenibili, con 163mila richieste di asilo presentate. Troppo, anche per gli ospitali scandinavi. Poi, il brutale assassinio, all’inizio della settimana, di un’impiegata in un centro di accoglienza vicino Goteborg, per mano di un profugo minorenne ha segnato il punto di non ritormo.

Il pericolante governo socialdemocratico guidato da Stefan Lofven – sempre più incalzato dal partito dei Democratici svedesi – ha infine deciso per una serie di norme restrittive. Sono stati introdotti controlli alle frontiere con la Danimarca, sospendendo non solo l’Accordo di Schengen ma anche la libera circolazione tra i Paesi nordici in vigore da quasi 60 anni. Confini blindati ma non solo. Oggi il ministro dell’Interno svedese, Anders Ygeman, ha annunciato che la polizia si prepara a espellere tra i 60mila e gli 80mila richiedenti asilo, un numero talmente elevato da richiedere speciali voli charter.
L’annuncio di Stoccolma segue di pochi giorni la decisione del governo danese che ha approvato una severa riforma del diritto di asilo. Da ora in poi vige la confisca dei beni dei migranti e i tempi per i ricongiungimenti familiari sono stati allungati da uno a tre anni. Qualcuno avvisi i burosauri di Bruxelles e i buonisti nostrani.

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