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Bologna 2016, il tema “sicurezza” farà la differenza


Bene. Il centrodestra bolognese pare finalmente ricompattato e correrà unito con il nome della leghista Lucia Borgonzoni, candidata sindaco. Certo, ci saremmo volentieri risparmiati la spaccatura creata dall’ex leghista Manes Bernardini che adesso, per fare il civico, ha strizzato l’occhio pure al Nuovo centrodestra di Alfano.

Ma qui l’obiettivo deve essere chiaro. Bisogna mandare a casa Merola. E con il Movimento 5 stelle che pure subisce attacchi dall’interno e non è esente da quelle scissioni e faide proprie di ogni partito, la coalizione Lega-FI-FdI è l’unica che può davvero portare Merola al ballottaggio. E il ballottaggio apre scenari concreti di vittoria.
Adesso è il momento di lasciarsi alle spalle le diatribe e le lotte intestine che hanno visto il centrodestra “protagonista” sulla stampa e pensare al bene di Bologna.
Lasciare la nostra meravigliosa Città felsinea nelle mani di Merola, del Pd e della sinistra per altri cinque anni equivale a un suicidio politico. Perché questa sinistra ha sistematicamente promesso una cosa e poi fatto l’esatto contrario. Fingendo di ricordarsi dei problemi di Bologna solo in questi ultimi mesi. Mai Bologna era caduta tanto in basso prima d’ora.
Le classifiche, spesso spietate, del Sole 24ore ci hanno collocato agli ultimi posti, sempre. In fatto di sicurezza, di vivibilità, di ordine pubblico. La tollerante Bologna, in questi anni, è diventata un coacervo di illegalità e abusivismo. L’accoglienza indiscriminata di finti profughi, occupanti abusivi, accattoni e pure antagonisti dei centri sociali fuori controllo, che ovunque hanno una sede, un “quartier generale” da cui “allertare il presidio” a ogni sgombero di immobili occupati o a ogni visita di Salvini, ha reso Bologna una delle Città meno sicure d’Italia. Persone che in nome di un presunto “antifascismo” continuano a mettere la Città a ferro e fuoco.
La Bolognina, poi, un tempo fiore all’occhiello della Città, oggi pare il nuovo “bronx” italiano. A un certo orario, scatta il coprifuoco. La percentuale di essere derubato o rapinato è aumentata vertiginosamente. E non è che siamo razzisti. Lo dicono i giornali come stanno le cose. Pure quella stampa “politicamente corretta” che evita di mettere nel titolo la nazionalità del malfattore. Ma poi, nell’articolo, la notizia la devi dare. Devi dire che gli spacciatori sono, nella maggior parte dei casi,  nordafricani. Che le aggressioni sono quasi sempre commesse da magrebini. Magari gli stessi che hanno fatto richiesta d’asilo. E, tra le righe, si intuisce che qualcosa non va. Che la “carità pelosa” della sinistra ha fallito.
Il tema della sicurezza, a Bologna, potrebbe fare davvero la differenza alle prossime elezioni. Commercianti, famiglie, lavoratori onesti, sono esasperati. Lo sono anche i nuovi bolognesi, stranieri che hanno acquisito la cittadinanza, e che hanno le scatole piene dei clandestini e degli irregolari che tutti i giorni sporcano l’immagine di chi ha fatto enormi sacrifici per integrarsi.
E forse, a questo giro, il partito non conterà più di tanto. Conteranno le proposte di chi Bologna la vuole ripulire. Non con la propaganda spicciola, ma con le azioni serie e concrete. Che passano dal rispetto della legge e dalla messa al bando di ogni forma di illegalità.
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