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I centri sociali mettono (di nuovo) Bologna a ferro e fuoco. Ma Merola si scusa per l’arrivo di Salvini…


I centri a-sociali hanno ancora una volta contestato Matteo Salvini a Bologna. E, ancora una volta, lo hanno fatto in modo violento, assaltando una libreria e strappando alcune copie del libro “secondo Matteo” a firma proprio del leader del Carroccio, rievocando anni bui della nostra storia durante i quali i libri venivano bruciati. Democrazia a senso unico. Spicca, su tutte però, la gaffe del sindaco Merola che, a tutta prima, ha lanciato su facebook e twitter: “Mi scuso per l’ennesima visita di Salvini in città. Tra un mese sarà tutto finito”. Salvo poi fare marcia indietro e condannare il gesto. Peccato però che il commento sia stato rimosso solo da facebook e non da twitter. Magari sarebbe stato il caso, per Merola, di scusarsi per l’ennesima guerriglia urbana messa in campo dai soliti antagonisti, coccolati e finanziati dalla sinistra, che hanno fatto dell’Università un covo di contestazioni quotidiane miste a violenza dove non è possibile insegnare il pensiero critico, ma solo quello “unico”. Pubblichiamo di sotto un articolo tratto da “L’Occidentale”.

fonte: L’Occidentale

Copie dei libri di Matteo Salvini strappati nelle librerie, uova lanciate contro il leader leghista, scontri con le forze dell’ordine. I centri sociali di Bologna contestano Salvini ma soprattutto ancora una volta mostrano il vero volto antidemocratico di questi movimenti.

La presenza del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, a Bologna ha scatenato i manifestanti dei centri sociali, che hanno strappato nelle librerie il libro di Salvini, scontrandosi poi con le forze dell’ordine. In giornata Salvini era stato contestato anche all’università, beccandosi un uovo lanciato da uno dei contestatori. L’uomo, un cinquantenne, è stato rincorso e bloccato dagli uomini della scorta di Salvini.

“Polizia e Carabinieri vanno rispettati, altro che sassi e bastoni”, ha commentato Salvini parlando a Bergamo. “A Bologna – ha proseguito Salvini – la sinistra si e’ comportata come al solito lanciando pietre, bastoni e carciofi e chi ci ha rimesso sono state le Forze dell’ordine che invece vanno rispettate”. Anche a Bergamo contestazioni e poliziotti a difendere il palco del leader leghista.

“Che differenza c’e’? #fascisti #partigiani”, ha scritto su twitter Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia, che posta un fotomontaggio in cui si vedono i libri bruciati dai nazisti accanto all’immagine di giovani di un centro sociale di Bologna che strappano il libro di Matteo Salvini.

“Questi ‘giovani’ dei centri sociali che distruggono i libri di chi non la pensa come loro sono i nuovi fascisti…”. E ancora: “Distruggono i libri di Matteo Salvini: loro sono veri fascisti, noi siamo i nuovi partigiani”. su Facebook, Maroni aggiunge: “La sinistra li coccola e li giustifica, noi li combatteremo sempre, come facevano i partigiani con i nazi-fascisti”.

“Strappare il libro di Salvini è un’enorme stupidaggine di ragazzotti stupidi”, commenta Andrea Romano del Pd. “Lo leggano, lo demoliscano a parole: gli argomenti sono tanti”.

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